L’aggressione al Venezuela è solo l’ultimo e brutale atto con cui la gang tecno-nazista al potere in quella che era la prima potenza economica mondiale sta concretamente attuando quelle che potevano apparire – data l’attendibilità psichica del pagliaccio dal ciuffo dorato e la sua incapacità di articolare una frase al di là dell’equivalente del grugnito – boutade demenziali buone solo a pompare un po’ di testosterone nella mente ottenebrata da un mediocre bourbon di qualche middle west man.
Dopo questo palese atto di pirateria, chi potrebbe escludere una guerra preventiva contro i perfidi danesi per garantirsi le risorse ghiacciate della Groenlandia o una persuasiva invasione militare nei territori dei riottosi confinanti del nord a divenire l’ennesima stellina sulla bandiera più pacchiana dell’intera storia dell’umanità?
Potremmo dire nulla di nuovo sotto il sole. Ed in effetti la storia degli ultimi ottant’anni starebbe lì a dimostrare come gli statunitensi non si siano mai fatti pregare in ogni angolo del mondo – anche all’altro capo e figuriamoci nel giardino di casa(!) – per assicurarsi il “giusto” profitto democratico a prescindere di cosa ne pensassero le vittime collaterali del momento. Ma a dire il vero bisognava riconoscere loro come la “storia” la sapessero raccontare e come a prescindere da colpi di stato, squadroni della morte, omicidi di “nemici” uccisi senza processo, senza mandato e senza diritto, sono sempre riusciti agli occhi di un certo mondo ad essere i buoni per antonomasia, i difensori dei diritti, della libertà e della democrazia.
Oggi però, di fronte alla volgarità e pochezza perfettamente espressa dal Joker al potere, il raglio dei mille somari che da sempre intona le lodi dei valori occidentali appare sgomento.
Il tentativo di dare una parvenza di giustificazione a qualcosa di ingiustificabile si scontra con la risibilità di una narrazione così poco credibile che in tutto il mondo solo lo zerbino italico rappresentato da questo governo (i genocidari non lo consideriamo) mostra di crederci, come del resto aveva creduto alla storica parentela del Mubarak.
Come le magistrature di tutto il mondo sanno col narcotraffico il Venezuela c’entra come i cavoli a merenda e l’unica golpista “certificata” (2002) nella questione è la signora María Corina Machado, ovvero colei che da anni invocava l’invasione militare del proprio paese.
Il pirata dei Caraibi ha solo un obiettivo e non ha mostrato alcuna remora a farlo sapere a chiare lettere: il petrolio.
Un petrolio che neanche serve agli USA ma che deve sottrarre alla disponibilità del suo vero avversario globale, ovvero la Cina, principale importatrice del petrolio statale venezuelano.
Il 2026 è iniziato con questo ennesimo passo verso la sopraffazione, la violenza e la guerra e sta a chi non si arrende alimentare dal basso quella rivolta morale, politica e sociale che il 22 settembre ed il 3 ottobre ha portato milioni e milioni di donne, uomini, ragazzi ed anziani a scendere in piazza in nome della giustizia, della dignità e della libertà, contro la guerra e la logica della forza.
Noi, per quel conta, ci saremo comunque.
UNIONE SINDACALE ITALIANA

