Questa è la tredicesima edizione dell’Indice Globale dei Diritti della ITUC (International Trade Union Confederation), l’unica indagine annuale globale e completa sulle violazioni dei diritti dei lavoratori.
“L’Indice di quest’anno sottolinea le crescenti sfide che il movimento sindacale globale si trova ad affrontare per proteggere i diritti e gli interessi dei lavoratori comuni dalle politiche regressive di governi e imprese.
Tra i dati più allarmanti del 2026 si segnalano un aumento di cinque punti percentuali nelle violazioni della libertà di parola e di riunione rispetto all’anno precedente, un aumento di sei punti percentuali negli attacchi violenti contro i lavoratori e un aumento di tre punti percentuali negli attacchi alle libertà civili, compreso un drammatico incremento del numero di arresti e detenzioni di lavoratori e dei loro rappresentanti. Il forte aumento di questi indicatori segnala che la persecuzione dei leader sindacali sta diventando una pratica comune in un numero sempre maggiore di paesi.
Assistiamo sempre più spesso all’impiego di nuove tecnologie come metodo di controllo, utilizzate per monitorare, disciplinare e mettere a tacere i lavoratori. Osserviamo inoltre un numero sempre minore di governi che consultano i sindacati in buona fede prima di modificare o introdurre leggi sul lavoro.
In Europa e nelle Americhe, i diritti dei lavoratori stanno subendo un declino allarmante. Entrambe le regioni hanno registrato il punteggio medio più basso da quando l’Indice è stato istituito nel 2014, e la crescente influenza dell’estrema destra sta mettendo a rischio lavoratori e sindacati in paesi come Argentina e Francia, due dei quattro paesi che subiranno un declassamento nel 2026.
I risultati di quest’anno rafforzano la tesi della ITUC secondo cui stiamo assistendo a un’erosione globale dei principi democratici – un “colpo di stato dei miliardari contro la democrazia” – finanziato dai ricchi e attuato da leader di estrema destra e autoritari. Mentre i profitti vengono accumulati e le tasse sulla ricchezza non si concretizzano, il colpo di stato si traduce in un peggioramento del tenore di vita. Le voci dei lavoratori – che dovrebbero essere alla base della democrazia – vengono soffocate, e si assiste a un’ulteriore concentrazione di ricchezza e potere nelle mani di pochi che la minano.Come istantanea delle violazioni dei diritti dei lavoratori, l’Indice 2026 svela uno schema che i potenti preferirebbero tenere nascosto: l’indebolimento sistematico della democrazia attraverso attacchi ai lavoratori, ai sindacati e alla contrattazione collettiva. Dalla repressione degli scioperi all’erosione delle tutele legali e alla criminalizzazione dei sindacati, non si tratta di episodi isolati, ma di parte di una strategia più ampia volta a mettere a tacere il dissenso e a radicare la disuguaglianza.”

