Il 10 Luglio è stato indetto in Senegal uno sciopero generale di 24 ore. Tra le principali rivendicazioni del movimento figurano: “la tutela del lavoro contro i licenziamenti ingiusti; l’aumento del potere d’acquisto e la lotta contro l’elevato costo della vita; consultazioni sulle proposte di riforma del Codice del Lavoro e del Codice della Previdenza Sociale”. Molti residenti di Thiès concordano unanimemente sul fatto che “questo appello allo sciopero generale, indetto dai principali sindacati senegalesi per venerdì 10 luglio 2026, giunge in un contesto particolarmente difficile, caratterizzato da un profondo deterioramento della situazione economica e sociale del Paese”.
Conferenza stampa del Fronte Sindacale per la Difesa del Lavoro (FSDT) per fare il punto sullo sciopero generale del 10 luglio.
Signore e signori della stampa, signore e signori, cari compagni, il Fronte Sindacale per la Difesa del Lavoro (FSDT) vi ringrazia per la vostra presenza a questa conferenza stampa dedicata alla valutazione dello sciopero generale nazionale del 10 luglio 2026, all’analisi della situazione sociale nel nostro Paese e alle prospettive della lotta sindacale. Questo incontro si svolge in un momento cruciale. Più che una semplice analisi, rappresenta un dovere di verità nei confronti dei lavoratori del Senegal e dell’opinione pubblica.
Il 10 luglio, i lavoratori del settore pubblico e privato hanno inviato al Governo un messaggio straordinariamente chiaro. Rispondendo in massa all’appello del Fronte Sindacale, i lavoratori hanno espresso il loro rifiuto dei metodi unilaterali, del disprezzo per il dialogo sociale, dell’indebolimento dei diritti dei lavoratori e del mancato rispetto degli impegni liberamente assunti nell’ambito del Patto Nazionale per la Stabilità Sociale e la Crescita Inclusiva.
Il Fronte Sindacale si congratula per la straordinaria mobilitazione dei lavoratori in tutto il Paese. Nonostante le pressioni, le intimidazioni e i tentativi di scoraggiarli, i lavoratori hanno dimostrato maturità, senso di responsabilità e determinazione nel difendere i propri diritti. A loro va il nostro più caloroso ringraziamento e le nostre più sincere congratulazioni.
Questa storica mobilitazione conferma la credibilità del Fronte Sindacale e la validità delle sue rivendicazioni.
Tuttavia, la FSDT non può ignorare le dichiarazioni rilasciate dal Ministro del Lavoro prima e dopo lo sciopero. Invece di favorire un clima di fiducia e serenità, le sue dichiarazioni sono state percepite dai lavoratori come minacce volte a scoraggiare l’esercizio di un diritto fondamentale: il diritto di sciopero. Ancor più grave, il ministro ha tentato di minimizzare la portata della mobilitazione presentando una valutazione che non rispecchia né le osservazioni sul campo né la realtà vissuta negli uffici governativi, nelle imprese, negli enti locali e nelle istituzioni pubbliche. Il governo trarrebbe maggior vantaggio dall’ascoltare il messaggio dei lavoratori piuttosto che dal cercare di minimizzarlo.
Da diversi mesi, il Fronte Sindacale segnala alle autorità gli abusi riscontrati nello svolgimento del dialogo sociale. I nostri avvertimenti sono rimasti inascoltati. Oggi ribadiamo che la nostra opposizione ai progetti di legge sul Codice del Lavoro e sul Codice della Previdenza Sociale non si basa su alcuna tattica ostruzionistica. Contestiamo sia il metodo che diverse disposizioni di questi testi e respingiamo qualsiasi tentativo di farli adottare senza un’autentica consultazione con le parti sociali.
Il Fronte Sindacale Federale (FSDT) chiede pertanto il ritiro dei progetti di legge sul Codice del Lavoro e sul Codice della Sicurezza Sociale, affinché vengano discussi nell’ambito di un dialogo sociale inclusivo, sincero e tripartito, in conformità con gli impegni assunti nel Patto Nazionale per la Stabilità Sociale e la Crescita Inclusiva e con le convenzioni internazionali dell’OIL. Oltre a questi progetti di legge, il Fronte Sindacale ribadisce che la sua lotta è volta a difendere tutti i lavoratori che subiscono violazioni dei propri diritti, licenziamenti ingiusti e attacchi alla libertà sindacale.
Il FSDT chiede la piena attuazione di tutti gli accordi conclusi con le organizzazioni sindacali, la generalizzazione dei sussidi per l’alloggio, il rispetto effettivo della libertà sindacale e la rapida risoluzione di tutte le controversie sociali.
Il Fronte chiede l’immediato reintegro dei lavoratori ingiustamente licenziati negli ultimi mesi nei settori pubblico, semi-pubblico e privato.
Il Fronte Sindacale esprime inoltre il suo pieno e incondizionato sostegno ai lavoratori nella loro lotta per la tutela dei propri diritti, delle conquiste sociali e del proprio posto di lavoro, al fine di garantire un servizio pubblico efficiente.
Il Fronte Sindacale ribadisce che nessun lavoratore, nessuna organizzazione sindacale e nessun dirigente sindacale saranno abbandonati di fronte ad azioni arbitrarie. Un attacco a uno qualsiasi di loro costituisce un attacco all’intero movimento sindacale.
Signore e signori,
Il Fronte Sindacale rimane impegnato nel dialogo. Ma il dialogo non può essere un mero slogan. Deve produrre risultati concreti.
Il Fronte Sindacale annuncia oggi l’avvio di una nuova fase del suo piano d’azione. Saranno organizzate assemblee generali in tutte le regioni, verrà lanciata una campagna di sensibilizzazione nazionale e saranno intraprese tutte le iniziative necessarie per ottenere il ritiro dei due progetti di legge e la ripresa di negoziati seri.
Se il Governo persisterà nel suo rifiuto di ritirare questi testi, riaprire le discussioni e fornire risposte concrete alle richieste dei lavoratori, il FSDT si assumerà pienamente le proprie responsabilità. Restano aperte tutte le forme di azione sindacale previste dalla legge, compresa una graduale intensificazione della mobilitazione.
In questo contesto, sono previsti anche una marcia nazionale in tutte le regioni e uno sciopero generale di 72 ore.
Il 10 luglio non è stato un fine a sé stesso. È stato un avvertimento. Ora è il momento di prendere decisioni. Il Governo deve scegliere tra un autentico dialogo sociale e una crisi sociale di cui si assumerà la piena responsabilità.
Se il Governo persisterà nel suo approccio autoritario, il Fronte Sindacale sceglierà la mobilitazione. Più uniti, più determinati e più numerosi, continueremo la lotta fino al ritiro dei progetti di legge sul Codice del Lavoro e sul Codice della Previdenza Sociale, fino a quando non saranno discussi in modo consensuale, fino al reintegro dei lavoratori e dei dirigenti sindacali ingiustamente licenziati, fino a quando non saranno soddisfatte le richieste dei lavoratori, fino a quando gli accordi firmati non saranno pienamente attuati e fino a quando le libertà sindacali non saranno effettivamente rispettate.
La nostra unità è la nostra forza. La nostra determinazione è incrollabile. Il nostro impegno è saldo. Insieme, continueremo a difendere il lavoro, la dignità, la giustizia sociale e un dialogo sociale basato sul rispetto, la consultazione e la fiducia.
Grazie per la vostra attenzione.
mercoledì 15 luglio 2026


