a ridatece Flaubert!
Le pruderie sanfediste, omofobe e sessuofobiche del governo, senza il minimo senso del pudore per le postribolari vicende che vedono coinvolti i propri esponenti ed i loro ispiratori d’oltreoceano, innalzano i vessilli del “dio, patria e famiglia” ad ottusa difesa di quel patriarcato che quello stesso Valditara affermava ormai inesistente, assumendo la tutela – non delle vittime – ma delle associazioni per la cosiddetta vita e degli epigoni nostrani dei nordamericani MAGA in guerra contro quella cultura queer, che a differenza di loro chiede solo di essere lasciata in pace.
Stiamo parlando della questione dell’educazione sessuale e sentimentale nelle scuole in cui, non potendo continuare a fare il pesce in barile l’ineffabile Valditara ha prima scaricato la questione “concedendo” che nelle normali lezioni curriculari i docenti, senza alcuna preparazione specifica, possano parlare dell’innominabile (evidentemente il pensionamento di cicogne e cavoli resta una questione scabrosa), per poi consentire che “persino” per gli adolescenti possano essere organizzati corsi specifici, ma a patto che la partecipazione abbia il consenso informato e preventivo della famiglia, consenso che specificatamente debba essere esteso ai materiali didattici utilizzati.
Evidentemente qualcuno teme che qualche drag queen possa “infettare” le imberbi menti degli adolescenti rivelando la normalità della trasgressione.
E questo ha portato il ministro della Distruzione Valditara ad intestarsi l’ennesimo show da avanspettacolo andato in scena in Parlamento.
Comprendiamo e non condividiamo l’ottusità del soggetto che è all’origine della questione, ma ci duole fare osservare come la performance non trova proprio alcuna possibile giustificazione.
Infatti l’Istat ci informa che “Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono commessi nel 62,7% dei casi da partner, nel 3,6% da parenti e nel 9,4% da amici. Anche le violenze fisiche (come gli schiaffi, i calci, i pugni e i morsi) sono per la maggior parte opera dei partner o ex. Gli sconosciuti sono autori soprattutto di molestie sessuali (76,8% fra tutte le violenze commesse da sconosciuti).”
E questo si riferisce alle statistiche relative alla violenza sulle donne, mentre se si vede cosa dice l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza si scopre come nell’87% dei casi i maltrattamenti verso i minori avvengono per mano di un familiare. È quindi la casa che da luogo sicuro per eccellenza si trasforma invece nel teatro di un incubo. Solo nel 13% dei casi, invece, l’abusante viene dall’esterno. Sempre l’Autorità, analizzando i casi giunti all’attenzione dei servizi sociali, ci informa come le forme di violenza più frequenti sono proprio quelle più silenziose e invisibili: trascuratezza (neglect) nel 37% dei casi, violenza assistita nel 34% dei casi, violenza psicologica nel 12% dei casi, maltrattamento fisico nell’11% dei casi, patologie delle cure nel 4% dei casi, abuso sessuale nel 2% dei casi.
Dunque, caro ministro Valditara, al consenso di quali famiglie dovrebbe essere subordinato il tentativo di attrezzare le future generazioni per un sano rapporto affettivo e sessuale?

