L’unto dal suo dio – sempre quello del “dio lo vuole” e del “dio è con noi” di tutti i criminali della storia che hanno disseminato di guerre, stragi, persecuzioni e violenze gli ultimi due millenni del cosiddetto occidente – Donald Trump ha definito “AntiFa” un’organizzazione terroristica.
Peccato che non esista nessuna organizzazione e che con il termine “AntiFa” si intende chiunque esprima sentimenti antifascisti e pone in essere comportamenti conseguenti.
Evidentemente l’unto – che dichiara apertamente di odiare i propri avversari e pratica con ogni mezzo la loro eliminazione quantomeno politica e sociale – che equipara con i suoi accoliti gli avversari a strumenti del demonio, magari da trattare riesumando la pratica dei roghi riservati a streghe ed eretici, con un transfert quantomeno singolare, accusa chiunque gli resista di fomentare violenza ed odio rivelando la sua natura di terrorista.
In Italia, come spesso accade, la tragedia si riduce a farsa e la statista pret a porter che occupa Palazzo Chigi improvvisamente scopre un termine, “AntiFa”, che nella sua pluridecennale attività politica non aveva mai pronunciato, per impiegarlo nelle sue quotidiane giaculatorie di presunta vittima assediata, con cui si sottrae sistematicamente a qualunque confronto sulla drammatica realtà dei fatti, facendo in sedicesimi il verso al suo profeta a stelle e strisce.
Peccato che l’Italia, la repubblica italiana, la Costituzione repubblicana sono nate esattamente dall’antifascismo, dalla lotta partigiana e dalla sconfitta del nazi-fascismo. L’Italia in quanto tale è AntiFa.
Ovviamente il tentativo volgare e maldestro dei parvenu al potere (e che peraltro fingono di non aver condiviso le disastrose politiche degli ultimi trent’anni come ubbidienti stampelle del berlusconismo) di riscrivere la storia può avere successo solo tra l’analfabetismo funzionale che caratterizza (dati internazionali) un terzo della popolazione.
Ciò non toglie come l’occupazione delle istituzioni e media da parte dei manipoli in giacca e cravatta senza un minimo di competenza e capacità, stia tentando di irregimentare la libera espressione delle idee e dei pensieri delle persone attraverso una sistematica e progressiva censura di qualunque espressione non gradita, a cominciare da quella antifascista.
Il sequestro illegittimo ed illegale di striscioni, bandiere, cartelli; l’identificazione intimidatoria ed ingiustificata da parte di chi torna a essere di fatto sbirraglia, di chi semplicemente esercita il proprio diritto ad esprimere il proprio essere antifascista o denuncia il genocidio in corso a Gaza; l’applicazione del fascistissimo decreto sicurezza; l’aggressione squadristica a chi si macchia della colpa di dissentire sui media, o nelle istituzioni o nella magistratura; tutto questo rende palese come coloro che ora s’aggrappano alla sciocchezza sesquipedale pronunciata del subnormale al potere negli USA certamente non sono “AntiFa” e chiaramente sono “Fa”, cioè fascisti.
Nel terzo millennio il fascismo non ha bisogno di mostrarsi in camicia nera, saluto romano, pugnale ed olio di ricino. Gli basta il dio degli eserciti, la Patria in guerra e la famiglia contro l’amore tra esseri umani. Gli basta avere dalla sua parte i miliardari della Silicon Walley e l’industria delle armi ed il profitto anteposto alla stessa vita degli esseri umani.
Chi non è AntiFa, antifascista, e “Fa”, fascista, perché chi non prende posizione, chi si gira dall’altra parte, come sempre avviene di fronte al “male”, è complice.

