Fratelli d’Italia ha presentato in questa legislatura un progetto di legge per abrogare il reato di tortura.
A questo proposito, ricordiamo come “promemoria” che i vertici delle forze dell’ordine processati per i fatti di Genova nel G8 hanno fatto tutti carriera nei dieci anni successivi.
Gli agenti della polizia penitenziaria sotto processo per le violenze e le torture perpetrate nel 2020 contro i detenuti del carcere di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta, sono stati reintegrati.
Il questore di Pisa, dove la celere ha manganellato gli studenti, è stato tra i responsabili dell’ordine pubblico al G8 di Genova. E non dimentichiamo le persone che erano in mano dello stato ed ora sono defunte: Stefano Cucchi, Federico Aldrovandi o Aldo Bianzino, per citare solo alcuni dei nomi (loro malgrado) più noti.
Il dubbio sorge spontaneo: ma questi signori vogliono forse prepararsi al prossimo G7 che si svolgerà in Italia? Del resto la Caritas ci fa sapere che sei milioni di persone sono in totale povertà. Di questi, tre milioni sono lavoratori e lavoratrici. Quattro milioni di lavoratrici e lavoratori con contratti capestro, a somministrazione, a chiamata e così via, dovrebbero dormire sotto i ponti se non avessero l’aiuto delle famiglie. In una situazione simile possiamo capire dove sta andando a parare questo governo.
La celere ha bastonato gli studenti a Pisa non perché chiedevano il cessate il fuoco a Gaza, ma per dare un segnale a coloro che in questo contesto storico si trovano a sopravvivere a stento. Quale segnale? Il messaggio è chiaro: chiunque non obbedisca alle direttive dei prefetti sentirà sulla testa la durezza del manganello.

