Il 25 e 26 giugno a l’Aja nel vertice della Nato i capi dei trentadue paesi associati, con il solo parziale distinguo della Spagna, hanno concordato di portare progressivamente le spese militari al 5% del PIL di ciascuno di loro con la concessione di qualche furbizia tipo considerare ad esempio il ponte sullo stretto di Messina una infrastruttura necessaria in termini di difesa(?).Ricordiamo come solo poco tempo fa era stato preteso dal primus inter pares – gli USA – l’aumento della spesa di “difesa” al già esorbitante 2% del PIL.
Ma evidentemente le brame allupate dell’orco siberiano ed il millantato (dai suoi nemici) rischio nucleare degli orridi persiani ha convinto tutti, con la Ursula von der Leyen in testa che fosse necessario il Rearme e portare al 5% del PIL la spesa militare fosse non solo necessaria, ma cosa buona e giusta.
Del resto i menestrelli di regime, quei giornalisti che campano solo sulla paghetta dello stato sotto forma di sovvenzione all’editoria, si schierano allineati e coperti nelle fila della propaganda di guerra senza fare e farsi uno straccio di domanda e guardandosi bene dal fare quello che dovrebbe essere il loro mestiere. Con uno dei tanti melonomani che affollano a qualsiasi ora l’etere che contro chi si oppone sfodera un decisivo:
“La Russia impegna nella difesa il 7% del suo PIL!”
Per prima cosa bisognerebbe capire di cosa si sta parlando.
| STIME DEL PIL 2025 fonte Fondo Monetario Internazionale – in milioni di dollari USA |
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| PAESI NATO | PIL 2025 |
MONDO | PIL 2025 |
| Albania | 25.252 | mondiale | 112.527.531 |
| Belgio | 689.364 | Cina | 19.534.894 |
| Bulgaria | 105.178 | Russia | 2.195.708 |
| Canada | 2.330.308 | Iran | 463.747 |
| Croazia | 90.050 | ||
| Danimarca | 431.228 | ||
| Estonia | 49.068 | ||
| Finlandia | 319.989 | raffronti | $ USA |
| Francia | 3.283.429 | 2% Pil Nato | 1.066.391,4 |
| Germania | 4.921.563 | pari a 5.6% | Pil Cina |
| Grecia | 265 171 | pari a 48,7% | Pil Russia |
| Islanda | 31.930 | pari a 229.95% | Pil Iran |
| Italia | 2.459.597 | ||
| Lettonia | 51.515 | ||
| Lituania | 95.842 | ||
| Lussemburgo | 188.450 | ||
| Macedonia del Nord | 15.800 | ||
| Montenegro | 7.600 | ||
| Norvegia | 506.466 | raffronti | $ USA |
| Paesi Bassi | 1.272.960 | 5% Pil Nato | 2.665.978,50 |
| Polonia | 915.451 | pari a 13,65% | Pil Cina |
| Portogallo | 319.934 | pari a 121,42% | Pil Russia |
| Regno Unito | 3.730.261 | pari a 574,88% | Pil Iran |
| Rep. Ceca | 360.233 | ||
| Romania | 406.202 | ||
| Slovacchia | 135.970 | ||
| Slovenia | 71.380 | ||
| Spagna | 1.827.576 | raffronti | $ USA |
| Stati Uniti | 26.337.162 | 2% Pil Nato | 1.066.391,4 |
| Svezia | 638.780 | pari a 1,8% | Pil resto mondo* |
| Turchia | 1.455.413 | 5% Pil Nato | 2.665.978,50 |
| Ungheria | 245.619 | par a 4.5% | Pil resto mondo* |
| TOTALE PIL NATO | 53.319.570 | ||
| * Compresi Giappone, Corea del Sud,Australia ed altri alleati USA |
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I trentadue paesi della Nato, secondo le previsioni del Fondo Monetario Internazionale (nota organizzazione sovversiva e rivoluzionaria) avranno nel 2025 un PIL complessivo di 53.319.570 milioni di dollari Usa su un totale del PIL mondiale di 112.527.531 mln $ cui contribuiscono la terza e la sesta economia mondiale, ovvero il Giappone e l’India più tutti gli alleati degli USA non associati alla Nato.
La Cina, che è la seconda economia, ha una previsione del PIL di 19.534.894 mln $, mentre la Russia in realtà è uno stato di seconda fascia con un PIL nettamente inferiore a quello dell’Italia (2.459.597 mln $) che si attesta a soli 2.195.708 mln $. Infine l’Iran ha solo un PIL di 463.747 mln $.
Se calcoliamo il 2% del PIL complessivo dei paesi Nato otteniamo 1.066.391,4 mln $, cifra che per essere eguagliata dalla Cina richiederebbe l’impegno del 5,46% del suo PIL, mentre al nemico numero uno, la Russia, richiederebbe l’impegno del 48.57% del suo PIL, mentre il povero spauracchio sciita sarebbe già completamente fuori gioco in quanto necessiterebbe del 229.95% del suo PIL.
Già questi dati non mostrano in maniera evidente come il 2% del PIL dei paesi Nato non abbia alcuna attinenza con qualunque concetto di difesa, ma al contrario si prefigga l’imposizione di un dominio affermato con la violenza e con le armi alle controparti mondiali?
Ma se calcoliamo il 5% del PIL complessivo dei paesi Nato otteniamo 2.665.978,5 mln $, cifra che per essere eguagliata dalla Cina richiederebbe l’impegno del 13,65% del suo PIL, mentre il nemico numero uno, la Russia, sarebbe semplicemente fuori gioco non potendo impegnare il 121.42% del suo PIL e diviene inutile parlare del povero Iran cui sarebbe richiesto qualcosa come il 574.88% del suo PIL.
La spesa del 5% del PIL da parte dei paesi della Nato in sostanza non ha nessuna giustificazione certamente difensiva, ma in realtà neanche sul piano offensivo ovvero in funzione di una guerra di conquista (Il 2% sarebbe già più che sufficiente).
Sembra proprio che questa sovradimensione della spesa militare, da una parte sia volta ad ingrassare il primo beneficiario degli investimenti, ovvero l’industria delle armi e della tecnologia connessa, che è la mandataria del megalomane a stelle e strisce (che nel proprio delirio è riuscito da santificare nel silenzio generale il più grave crimine di guerra della storia umana, le bombe di Hiroshima e Nagasaki, equiparandole alle bombe sganciate in Iran). Mentre dall’altra servirebbe ad imporre un’economia di guerra in cui la liquidazione degli ultimi diritti in capo ai cittadini si accompagna all’imposizione di un regime di polizia in cui all’arbitrio del potere fa da contraltare la repressione di qualunque dissonanza.
Economia di guerra che alla fine sarà giustificata dalla guerra, perché gli arsenali riempiti hanno bisogno di essere svuotati per fare posto alle nuove produzioni in quel ciclo keynesiano che i signori della guerra mettono in moto e che si alimenta con la carne ed il sangue delle vittime, innocenti o colpevoli che siano.

