Questa volta non c’è nessun pericoloso ultras da daspare, senza un regolare processo. Nessun cittadino da colpire senza la possibilità di rivolgersi a un avvocato. Ma un attivista, Mohammad Hannoun, presidente dell’Associazione dei Palestinesi in Italia a cui è stata comminata dal questore la viscida pena di un anno di foglio di via da Milano. Dimostrazione ‘viva’ della incostituzionalità del Daspo e dei Fogli di via, divenuti strumenti della più bieca repressione autoritaria. Ma quale è la colpa di Hannoun? Organizzare da due anni, i pacifici sitin del sabato per far conoscere la pulizia etnica sionista, taciuta dagli organi di informazione italiani. Un esiliato dagli invasori della sua patria, cacciato anche dalla ‘democratica’ Milano dove una giunta sedicente di ‘sinistra’ (coi verdi in giunta…) non è stata in grado di troncare ogni rapporto con il sionismo, nemmeno dopo il genocidio di Gaza e la pulizia etnica nei territori palestinesi occupati. Un infame gemellaggio che secondo il sito del #ComunediMilano coinvolge lavoratori, uffici e le Direzioni #RelazioniInternazionali, #Educazione, #RigenerazioneUrbana, #Mobilità, #PresidenzaConsiglioComunale, #GabinettodelSindaco.
Un sottile ma visibile filo lega fatti apparentemente lontani, unendo indicibili rapporti. L’intento è sempre lo stesso, zittire e intimidire chi afferma il diritto all’autodeterminazione dei popoli, fondamento della nostra Costituzione. Non è un caso se sul movimento per la Palestina si stia abbattendo una repressione sempre più pesante fatta di manganelli, denunce penali e provvedimenti di polizia limitanti la libertà personale.
Massima solidarietà a Mohammad Hannoun!
Stop gemellaggio Milano-TelAviv!
Comunicato Sindacale ai sensi della L. 300/1970 USI Comune di Milano

