Quando deve essere comunicata l’assunzione al lavoro?
Il datore di lavoro ha l’obbligo di comunicare al Centro per l’Impiego competente, ovvero quello del territorio dove è la sede operativa o il cantiere dell’azienda presso cui dovrà operare il lavoratore assunto, almeno il giorno prima del primo giorno di lavoro, l’assunzione di quel lavoratore.
Nella “comunicazione obbligatoria”, oltre ai dati dell’azienda ed alle generalità del lavoratore, sono indicati il tipo di assunzione (a tempo indeterminato o a termine, con l’indicazione del termine; full time o part time, con l’indicazione percentuale o numerica delle ore stabilite; con l’eventuale tipologia atipica di contratto sottoscritto), del contratto applicato, dell’inquadramento contrattuale, della qualifica attribuita e della sede di lavoro
È possibile fare un periodo di prova prima che sia effettuata la comunicazione obbligatoria?
No. Il periodo di prova si effettua esclusivamente dopo l’assunzione e la sua durata è stabilita, sulla base dell’inquadramento contrattuale del lavoratore, nel CCNL applicato.
Durante il periodo di prova le parti, ovvero sia il datore di lavoro che il lavoratore, possono recedere dal contratto di lavoro in qualunque momento.
Che cos’è la “comunicazione di assunzione al lavoratore?
All’atto dell’instaurazione del rapporto di lavoro, prima dell’inizio dell’attività di lavoro, il datore di lavoro privato deve consegnare al lavoratore una copia della comunicazione di assunzione, o copia del contratto individuale di lavoro sottoscritto, o una specifica comunicazione che contenga l’indicazione del tipo di rapporto di lavoro instaurato, dei suoi termini, della qualifica ed inquadramento contrattuali attribuiti, del trattamento economico riconosciuto, del luogo dove dovrà essere espletata la prestazione lavorativa ed ogni ulteriore particolarità. La comunicazione, in ordine al trattamento economico e normativo può fare semplicemente riferimento al CCNL applicato dall’azienda.
Il datore di lavoro pubblico deve consegnare al lavoratore, entro il ventesimo giorno del mese successivo alla data di assunzione, copia della comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro o copia del contratto individuale di lavoro.
Deve essere comunicata la cessazione del rapporto di lavoro?
Si, Il datore di lavoro ha l’obbligo di comunicare la cessazione del rapporto di lavoro al Centro per l’Impiego competente entro cinque giorni dall’ultimo giorno effettivo di lavoro. Questa comunicazione è peraltro necessaria per consentire al lavoratore interessato di poter accedere alla NaSpi e ad altri eventuali ammortizzatori.
Cos’è il lavoro nero?
Il lavoro prestato alle dipendenze di un datore di lavoro al di fuori del periodo eventualmente comunicato dallo stesso con le succitate comunicazioni obbligatorie, se non regolarizzato con la sottoscrizione di una tipologia di contratto di “lavoro autonomo” (nel qual caso può essere messa in discussione la correttezza e la sussistenza dell’autonomia della prestazione) è considerato come lavorato “in nero”.
Dato che ogni contratto atipico, ovvero diverso dal contratto di lavoro a tempo indeterminato full time, deve necessariamente avere forma scritta e deve essere stato firmato dal lavoratore che ne deve aver ricevuto una copia, di norma il lavoro prestato “in nero” deve essere considerato come prestato in modalità “tipiche”, ovvero a tempo indeterminato e full time. Con l’applicazione normativa e contrattuale delle spettanze previste nel CCNL applicato dall’azienda per i lavoratori adibiti a mansioni analoghe a quelle svolte del lavoratore “in nero”.
A tale proposito, qualora il periodo di lavoro svolto in “nero” sia indiscutibile, ovvero ammesso dallo stesso datore di lavoro, l’ispettore del lavoro può emettere in questi termini una “diffida accertativa”.

