Dopo la catastrofe provocata dalla siccità nel 2022, questa nuova estate segna un ulteriore picco di alberi rinsecchiti e in grave sofferenza in città. Nonostante tutte le ipocriti rassicurazioni degli organi competenti, e le frottole sul ‘nuovo’ appalto di MM spa che avrebbe migliorato la situazione, sono ormai centinaia gli alberi morti in varie zone di Milano. La promessa manutenzione è scomparsa dietro una ventina di giorni a 35° e la mancata attivazione di un vero servizio di innaffiamento gestito capillarmente. Dalla sede del Verde di via Zubiani trapelano alcuni numeri da pochi (pochissimi) colleghi che hanno il coraggio di scalfire, dati ed esperienza quotidiana alla mano, la patina ambientalista della comunicazione ufficiale: un terzo del patrimonio arboreo di Milano sotto i 3 anni è compromesso per la seconda volta nell’ultimo quinquennio. Centinaia di piante non hanno nemmeno iniziato il #ciclovegetativo primaverile e appaiono prive di foglie. Soffrono soprattutto gli alberi piantati a gennaio, tra cui decine nelle aree cosiddette ‘riqualificate’ le cui radici non hanno ancora fatto in tempo a consolidarsi in profondità. Resistono – ancora per quanto? – gli alberelli piantati lo scorso anno ma spesso con crescite alla base e rami secchi in cima segno di forte sofferenza. L’appello di associazioni e comitati ambientalisti è sempre lo stesso. Adottate un giovane albero e bagnatelo almeno due volte la settimana. L’ondata di calore, sommata al consumo di suolo monstre degli ultimi 10 anni (120 ettari di prati e alberi distrutti, bitumati e costruiti) ha peggiorato la qualità e il numero degli habitat presenti in città, mettendo a repentaglio la biodiversità urbana. A peggiorare tale situazione è giunto la scorsa settimana il voto del Consiglio Comunale sui 35 ettari verdi delle piste del galoppo al Gallaratese, furbescamente ridenominate ‘La Maura” dagli speculatori. Nel nuovo Piano di governo del territorio, oltre alla distruzione dei 4 ettari di verde e alberi del vicino Parco dei Capitani a fianco del Meazza, è prevista la loro cementificazione interrompendo l’ultimo corridoio ecologico continuo che da Figino al Trenno e agli Ippodromi giunge dopo 6 km in piazzale Lotto, sin dentro Milano. Un danno enorme per la salute dei cittadini.
Stefano Mansi
U.S.I. – Milano

