Non c’è pace per l’edilizia meneghina travolta da decine tra indagini, processi, richieste di risarcimento della Corte dei Conti. I danni prodotti da un Pgt che fa acqua da tutte le parti e dai pareri espressi da ‘Commissioni Paesaggio’ zeppe di palazzinari e conflitti di interesse però, li pagano i lavoratori del Comune di Milano, esposti al ludibrio dei Comitati di cittadini.
Anche la seconda assemblea sugli ‘Ecomostri del Parco Cave’, tre orrendi palazzoni che incombono sui laghetti del parco, tenutasi venerdì sera, ha visto una buona partecipazione di pubblico in presenza e on line. I relatori, che hanno organizzato un’assemblea presso la biblioteca comunale di Baggio in via Pistoia, hanno precisato in maniera più concreta le azioni a disposizione per incidere in maniera attiva come cittadini ed associazioni sull’andamento del procedimento giudiziario. In primis la costituzione di parte civile, una mossa che potrebbe aprire a consistenti richieste di risarcimento danni nei confronti non della Giunta, e nemmeno dei consiglieri comunali che hanno votato il Piano di Governo del Territorio, ma degli esecutori ultimi, i lavoratori dell’Urbanistica della sede di via Sile. Mentre ex assessori all’Urbanistica pontificano da Bruxelles sul Corsera, o sono diventati consulenti dei costruttori (alla faccia del conflitto di interesse) l’aria negli uffici resta sempre pesante con altri 4 dipendenti che hanno abbandonato il Comune negli ultimi 15 giorni. In prima fila alla riunione c’erano l’Associazione Parco Piazza d’Armi Le Giardiniere, e Daniele Calvi giornalista del mensile locale Il diciotto, oltre ai rappresentanti dei vari partiti presenti, al sindacato inquilini e sopratutto ai cittadini di Baggio da anni attivi per la tutela dello splendido Parco Cave.
Stefano Mansi
U.S.I. Milano

