All’inizio del 1864, Bakunin incontra Marx a Londra, qui concordano di contrastare le posizioni di Mazzini all’interno dell’Associazione, successivamente Marx gli invierà gli Statuti e i Principi dell’Associazione e Bakunin accetterà di farsene propagatore in Italia.
Nello stesso anno c’è il primo viaggio di Bakunin in Italia, dove incontra Agostino Bertani a Genova, Giuseppe Garibaldi a Caprera e un gruppo di giovani mazziniani e socialisti a Firenze. A ottobre dello stesso anno si svolge a Napoli l’XI° congresso delle società operaie mazziniane, 60 in tutt’Italia, nel quale si decide di inviare una delegazione al congresso dell’AIL del 1865, congresso che però non avrà luogo.
Nel novembre 1864, c’è un secondo viaggio di Bakunin in Italia, si reca a Genova e Firenze, dove s’impegna nella polemica contro Mazzini.
Ad agosto del 1865, c’è la fondazione a Firenze del giornale ‘Il Proletario’, diretto dal democratico proudhoniano Nicolò Lo Savio.
Nello stesso anno Bakunin si trasferisce a Napoli e raccoglie intorno a se i primi internazionalisti, Giuseppe Fanelli (Deputo, ex mazziniano), Saverio Friscia, Carlo Gambuzzi, Raffaele Mileti, Pier Vincenzo De Luca, Attanasio Dramis, Alberto Tucci.
’La situazione italiana’, pubblicato nell’ottobre del 1866, a cura di Bakunin e Tucci, è un’ampia analisi della situazione politica italiana dove si attaccano le posizioni mazziniane.
Nel febbraio del 1867 è fondato a Napoli il circolo ‘Libertà e Giustizia’ da Fanelli, Friscia, Gambuzzi, Tucci, Caporusso. Ad agosto dello stesso anno il circolo inizia le pubblicazioni di un giornale di tendenza socialista collettivista dallo stesso nome.
A settembre del 1867, Tanari e Stampa partecipano al Congresso di Losanna per conto delle società operaie italiane.
A Lodi, nel 1868, Enrico Bignami fonda il giornale ‘La Plebe’, punto di riferimento per tutta quella sinistra che rifiuta, tanto le idee di Mazzini, quanto ‘la propaganda per mezzo dei fatti’ e che pubblica per la prima volta in Italia gli scritti di Marx. Nello stesso anno, si costituiscono le prime sezioni a Sciacca e Catania. In Italia le Società operaie si moltiplicano mentre scoppiano scioperi e tumulti contro la tassa sul macinato.
Dal 6 al 13 settembre c’è il III Congresso dell’Internazionale a Bruxelles. Viene discussa e approvata la tesi sulla socializzazione dei mezzi di produzione proposta dai collettivisti. Sconfitti i mutualisti, nell’AIL prevale la linea classista.
Nel 1869 viene costituita la sezione napoletana dell’Internazionale con oltre un migliaio di affiliati. Bakunin e Caporusso sono delegati al Congresso di Basilea.
Agli inizi del 1870 l’AIL è in forte crescita tra i lavoratori, l’Internazionale conta quattro sezioni in Sicilia, una a Napoli, una a Castellamare di Stabia e una a Firenze. L’Associazione è all’apice della sua espansione, del suo prestigio tra le classi lavoratrici d’Europa, e ispira timore nelle classi dominanti.
La Comune di Parigi decreta la definitiva rottura tra Mazzini, contrario alla stessa e Bakunin che l’aveva difesa come modello di rivoluzione federalista ed esempio di liberi comuni, molti mazziniani prendono posizione a favore di Bakunin e aderiscono all’Internazionale.
1872, la ‘Conferenza di Rimini’ è il congresso costituente della Federazione dell’AIL in Italia, si svolge dal 4 al 6 agosto, presso la sede del Fascio Operaio di Rimini, la Presidenza è assunta da Carlo Cafiero, tra i delegati vi sono Errico Malatesta, Saverio Friscia, Tito Zanardelli, Giuseppe Fanelli (che avrà un ruolo importante anche nella costituzione dell’AIT in Spagna), Lodovico Nabruzzi, Celso Ceretti, Paride Suzzara Verdi. Il ruolo di Segretario è affidato ad Andrea Costa.
Nel frattempo all’interno dell’AIL era già maturato lo scontro tra Marx e Bakunin, la Conferenza di Rimini accetta le posizioni di Bakunin e approva una risoluzione contro il Consiglio Generale di Londra.
Lo scontro tra Marx e Bakunin al congresso dell’Internazionale all’Aia determina la rottura e lo scioglimento di fatto dell’Associazione.
L’AIL ebbe quindi una vita breve, dal 1864 al 1872, solo otto anni, ma sono otto anni di vita intensi, un periodo che vede un evento straordinario come la Comune di Parigi, che secondo molti è anche il frutto concreto dell’esperienza dell’Associazione. La sconfitta della Comune convince Marx sull’effettiva impossibilità di un movimento rivoluzionario in quella fase storica e si orienta sul terreno della lotta politica, ovvero della lotta elettorale e parlamentare.
Tra le questioni che rimangono in sospeso nel dibattito interno all’Internazionale, la questione della liberazione delle donne, la questione contadina e la questione dei popoli colonizzati.
Sicuramente il merito maggiore dell’Associazione, fu il tentativo inedito di organizzare la solidarietà internazionale tra i lavoratori dei diversi paesi.

